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Con Urbnx, lo smart working torna negli spazi di lavoro alternativi

Musei, case d’epoca e castelli, hall di hotel, ma anche cascine e spazi rurali, avete mai pensato a questi luoghi come spazi ideali per le giornate in smart working?

Se ancora no, è il caso di tornare a ripensare al vero smart working e non a quello inteso come lavoro da remoto o telelavoro, a cui ci si è abituati per le varie situazioni d’emergenza – sanitarie ed energetiche – intercorse negli ultimi anni.

Urbnx, la genesi di una nuova esperienza di lavoro

In questo ci aiuta Urbnx, l’innovativa piattaforma dedicata allo smart working che connette le persone con spazi di lavoro alternativi, proprio come quelli appena citati. 

Un nuovo marketplace digitale all’interno del quale trovare una postazione di lavoro attrezzata vicino a casa o ovunque sia necessario, contrastando i disagi del lavoro agile, fatto da casa.

Urbxn, è un’idea nata da 2 manager con lunga esperienza nella moda e retail: Giovanni Peracin e Alberto Nathansohn, questi i nomi dei due dirigenti aziendali ideatori del progetto nato durante la pandemia.

“Leave The Stress Out Of Your Home”  la promessa di Urbnx permette, da un lato di contrastare i disagi del lavoro agile, fatto da casa e dell’altro permette di reinterpretare e dare nuova vita a spazi in disuso, che essi siano nei centri cittadini o in aree periferiche e interne.

Una soluzione intelligente per ridurre i tempi di spostamento, aumentare il traffico negli hotel e strutture ricettive e quindi il loro fatturato, e per dare nuova vita a tanti spazi come musei, case d’epoca, castelli e spazi rurali.

Smart working è comfort? Non sempre è così.

Se da un lato la comodità può essere vista nell’eliminare il difficoltoso trasferimento casa-lavoro, dall’altra ci si scontra con l’inadeguatezza funzionale degli spazi di casa adibiti a lavoro. Riuscire a lavorare da casa o in uno spazio diverso dall’ufficio non è semplice. Spesso ci sono numerosi fattori che ostacolano la concentrazione, la privacy e la salute del lavoratore, e rischiamo di rendere lo smart working poco efficace.

Cosa manca il più delle volte? Il giusto livello di comfort, intenso come comfort: ambientale, sonoro, mentale e fisico. Ripercorriamo in questo senso, le principali cattive abitudini da smart working:

  • spazi poco funzionali all’operatività, come lavorare su un tavolo in cucina, talvolta in spazi condivisi con figli, coniugi o coinquilini;
  • dilatazione dell’orario di lavoro con conseguente sovraesposizione alla tecnologia e annullamento delle relazioni sociali;
  • mancanza della giusta temperatura. Troppo caldo o troppo freddo, con un forte rischio di sonnolenza e/o disturbi legati ad una cattiva postura;
  • manchevolezza nei metodi e negli strumenti di lavoro adottati. Nell’articolo “Smart Working: i tools per il lavoro agile” ripercorriamo i principali tools per meeting, brainstorming, task management e time management.

Se nel 2022 gli italiani che hanno utilizzato il lavoro da remoto sono stati 3,6 milioni di persone*; nel 2023, complici l’adeguamento alle nuove modalità di lavoro e il caro energia, secondo i dati previsionali per il 2023, si avrà un leggero aumento.

Urbnx, come funziona la piattaforma?

In questo perimetro che si inserisce Urbnx: una pronta risposta per lavorare in smart working dove si preferisce,  in uno spazio adeguatamente attrezzato e tranquillo che permette anche di relazionarsi con il mondo esterno.

Uno dei plus della piattaforma è che le location sono dislocate non solo all’interno dei centri delle grandi città (Milano, Verona, Treviso, Roma, Padova), ma si apre soprattutto alle zone residenziali, alle periferie e alle aree interne. 

Prenotare la postazione è molto semplice, scaricando la app sul proprio smartphone con sistema IOS o Android, oppure collegandosi al sito, è possibile trovare, confrontare i prezzi e prenotare per poche ore o per intere giornate uno spazio di lavoro sicuro, in linea con le proprie esigenze.

urbnx dove vorresti lavorare oggi?


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